mercoledì 3 agosto 2011

Riflessioni sull' Ospedale Delogu.

DICEMBRE 2010: in consiglio comunale, s'è parlato d'ospedale.
Difenderlo, con le unghie e con i denti. Un'azione unitaria e forte si disse, un'azione oltre provenienza e appartenenza politica. Come non essere d'accordo?

Tanti dati, tante riflessioni. Addiritura s'era discusso di mandare, per protesta, le dimissioni al Prefetto da parte dei Sindaci delle ASL. S'era pensato di creare una sorta di gruppo di lavoro, tra minoranza e maggioranza, per far sentire agli enti decisionali competenti la voce di Ghilarza, oltre Progetto e Rinnovamento, oltre Lavoro e Solidarietà.

Dal canto mio, ero molto fiducioso, vedevo possibile un'azione sinergica, la vedevo come un'ottima occasione per far politica, per farla bene, per farla per il nostro paese.

Passò un mese; nessuna azione, nuove divisioni.
Ne passarono due, quattro poi otto.

Tante divisioni, tanto silenzio, tanta indifferenza per una Minoranza, considerata inutile appendice di un'amministrazione che ritiene di non necessitare di critiche, che non crede nell'esistenza del confronto.

Ma torniamo allo scorrere del tempo.

Otto mesi dopo, posso dirvi che non è accaduto nulla. Il mio telefono cellulare non ha squillato, neanche una volta in otto mesi. E nessuna azione sinergica è partita dal Sindaco e dalla Giunta per salvare il Delogu. A differenza del mio cellulare, la campanella della penultima ora del NOSTRO ospedale è suonata, lo si capisce dal tumulto. Ma il mio telefono non squilla ancora.


Piero Onida.

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