sabato 2 febbraio 2013

Interpellanza sui fondi destinati ai festeggiamenti di Sant'Antonio Abate.


Al Sindaco di Ghilarza,
Presidente del Consiglio Comunale,


OGGETTO: Interpellanza.


Il Gruppo Progetto e Rinnovamento, a nome dei suoi consiglieri GianPietro Citzia, Piero Onida, Raffaela Onida, Gioele Pinna ed Antonio Piras,

RICHIEDE

ai sensi dell'art. 22 del Regolamento sul Funzionamento del Consiglio Comunale, chiarimenti riguardo ai fondi destinati per il festeggiamento in onore di Sant'Antonio Abate, svoltisi nella giornata del 16 gennaio 2013, con riferimento alla delibera di Giunta n°5 del 9 gennaio 2013, ed al dono di ventiquattro felpe e ventiquattro magliette polo ai giovani che hanno partecipato alle festività, comunicato attraverso la determinazione del responsabile del servizio Polizia Municipale tributi sportello unico attività produttive del 17 dicembre 2012.
Considerato che il costo totale relativo alla manifestazione supera i 2.000 €, 1.161,60 € per il vestiario e 950 € alla ditta NAPPOS per l'organizzazione, ci si chiede come mai i festeggiamenti della "Leva" siano esenti dai tagli comunicati e sostenuti nella comunicazione del gruppo di maggioranza del 24 gennaio 2013, riguardante l'organizzazione del carnevale 2013, che recita: "Tutte le attività e i sostegni alle manifestazioni, da diverso tempo hanno subito un forte ridimensionamento con risorse dimezzate."
Oltre a tale contraddizione, è lecito sollevare dubbi sulle motivazioni della spesa sostenuta, infatti, se già è opinabile il fatto che tale spesa sia collegata ad una fantomatica promozione turistica, ci si chiede secondo quale norma del buon amministrare, o della convivenza civile, risulti ragionevole premiare chi non delinque, come recitato nella determinazione del 17 dicembre, ove si legge che l'Amministrazione ha deciso di donare ai ragazzi le felpe personalizzate come segno di apprezzamento per le attività intraprese nel rispetto delle regole di civiltà e del decoro urbano; per creare un sillogismo tra il serio ed il faceto, è come se si premiassero i cittadini che attraversano al semaforo con il verde, invece di punire coloro i quali attraversano con il rosso.
Si chiede che la presente interpellanza, già depositata al protocollo dell'ente, venga trattata come previsto dall'art.22 del regolamento per il funzionamento del consiglio comunale.

In data 30/01/2013

Il Gruppo Progetto e Rinnovamento.

sabato 17 settembre 2011

Quale ruolo per la minoranza?

Nel Consiglio Comunale del 14/09/2011 il Sindaco di Ghilarza ha affermato pubblicamente che nessun consigliere, né di maggioranza, né tantomeno di minoranza, debba entrare in merito alle decisioni della Giunta Comunale; sebbene queste siano portate a discussione ed a votazione del Consiglio Comunale. Stroncare il diritto d'iniziativa e di critica dei Consiglieri, di per sé, pare già piuttosto grottesco. Il fatto però che il Sindaco abbia tacciato i Consiglieri di Minoranza di non conoscere il proprio ruolo, non può far altro, se non strappare un sorriso ironico.


Da una rapida lettura del Testo Unico degli Enti Locali si evince, in effetti, che al nostro Sindaco dovremo consigliare un assennato studio delle leggi che regolano il Consiglio Comunale. L'Art. 43 del Testo Unico, dice, infatti:  "I consiglieri comunali e provinciali hanno diritto di iniziativa su ogni questione sottoposta alla deliberazione del consiglio." Ora, l'interpretazione riguardo a questo punto mi pare piuttosto elementare, e sicuramente opposta a quella del nostro Primo Cittadino.


Queste affermazioni del 14 settembre però, altro non sono, se non l'apice di una politica svolta da parte del gruppo di maggioranza che tende a delegittimare e calpestare il ruolo del Consiglio. Una politica che va avanti sin dall'inizio del mandato. Invito tutti i cittadini ghilarzesi a partecipare ai Consigli Comunali, questi vedranno e si renderanno conto dell'impotenza dei Consiglieri di fronte alla prepotenza esercitata dal nostro Sindaco.






Art. Originale Raffaela Onida
Revisione Piero Onida

venerdì 26 agosto 2011

NOTA INFORMATIVA DEL GRUPPO IN CONSIGLIO COMUNALE N°4

Carissimi concittadini,

Nel mese di dicembre, durante una seduta del consiglio comunale maggioranza ed opposizione hanno approfonditamente discusso riguardo alla salvaguardia dell’Ospedale di Ghilarza ed ai servizi ad esso collegati. Trovandosi d’accordo per un’azione forte diedero mandato al Sindaco di farsi portavoce nei confronti degli enti e delle istituzioni.

Dopo questo, il nulla.

Alle parole, come spesso accade, non è seguita alcuna azione. Noi come gruppo di minoranza, avremmo desiderato lavorare insieme, approfondire l’argomento, di fondamentale importanza tanto per Ghilarza, quanto per i paesi vicini. Non solo alle parole non sono seguiti i fatti, ma la noncuranza dell’esecutivo non ha impedito che la chiusura del reparto di Chirurgia si protraesse per addirittura due mesi, come mai accaduto. Non vorremmo che questo fosse il preannuncio di una chiusura prolungata, o peggio, definitiva.



Ancora: avremmo gradito un maggior coinvolgimento anche per le problematiche legate alla Casa di Riposo. La discussione sul regolamento, rinviata per dissidi interni alla
maggioranza, non ha prodotto ad oggi nessun elaborato deliberativo. Insomma, dal momento in cui la Casa di Riposo è gestita dal Comune, opera senza nessun regolamento normativo.
Non avremo voluto parlare delle strade di campagna, ma lo stato di abbandono in cui si trovano ci costringe a farlo. Nonostante le promesse fatte in Consiglio comunale, nonostante gli articoli sulla stampa, oggi constatiamo che nessun impegno è stato mantenuto sia a livello di manutenzione sia a livello di pulizia per ostacolare la piaga degli incendi.  Chiunque può verificare la veridicità delle nostre affermazioni.


Chiediamo ai cittadini che insieme a noi sollecitino il comune affinché si faccia carico di rivedere tutta la segnaletica stradale orizzontale e non, onde evitare e prevenire eventuali pericoli.
Quanto denunciato non ha l’obiettivo di sobillare nessuno, azione di cui spesso siamo stati accusati, ma ognuno per amore del proprio paese può rilevare, con spirito critico  e costruttivo, le mancanze fino a qui esposte. 


mercoledì 3 agosto 2011

Riflessioni sull' Ospedale Delogu.

DICEMBRE 2010: in consiglio comunale, s'è parlato d'ospedale.
Difenderlo, con le unghie e con i denti. Un'azione unitaria e forte si disse, un'azione oltre provenienza e appartenenza politica. Come non essere d'accordo?

Tanti dati, tante riflessioni. Addiritura s'era discusso di mandare, per protesta, le dimissioni al Prefetto da parte dei Sindaci delle ASL. S'era pensato di creare una sorta di gruppo di lavoro, tra minoranza e maggioranza, per far sentire agli enti decisionali competenti la voce di Ghilarza, oltre Progetto e Rinnovamento, oltre Lavoro e Solidarietà.

Dal canto mio, ero molto fiducioso, vedevo possibile un'azione sinergica, la vedevo come un'ottima occasione per far politica, per farla bene, per farla per il nostro paese.

Passò un mese; nessuna azione, nuove divisioni.
Ne passarono due, quattro poi otto.

Tante divisioni, tanto silenzio, tanta indifferenza per una Minoranza, considerata inutile appendice di un'amministrazione che ritiene di non necessitare di critiche, che non crede nell'esistenza del confronto.

Ma torniamo allo scorrere del tempo.

Otto mesi dopo, posso dirvi che non è accaduto nulla. Il mio telefono cellulare non ha squillato, neanche una volta in otto mesi. E nessuna azione sinergica è partita dal Sindaco e dalla Giunta per salvare il Delogu. A differenza del mio cellulare, la campanella della penultima ora del NOSTRO ospedale è suonata, lo si capisce dal tumulto. Ma il mio telefono non squilla ancora.


Piero Onida.